Il nostro corpo risusciterà veramente?

15 Febbraio 2022

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Che venga sepolto o incenerito, il nostro corpo è destinato a sparire. Presto non ne resterà altro che polvere. In queste condizioni, il nostro corpo risusciterà davvero? Come? Spiegazioni da parte di don Guillaume d’Anselme.

Il nostro corpo è destinato a sparire

Che venga sepolto o incenerito, una volta separato dall’anima che lo anima, il nostro corpo è destinato a sparire poco a poco fino a che non ne resterà praticamente quasi più niente: al massimo, qualche resto mummificato, ma nella maggior parte dei casi una polvere che si dissolve poco a poco nel suo ambiente.

Questo pensiero, per poco consolante che esso sia, traduce la realtà che attende inevitabilmente questo corpo perituro più o meno a lungo termine. Di fronte a questa legge fisica, la nostra fede nella risurrezione della carne sembra irrazionale. Certo, alla sequela di Cristo (cf. Giov 12, 24), san Paolo paragona questa risurrezione alla germinazione di un chicco di grano che deve morire per portare frutto: « Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. » (1 Cor15, 36). Ciò non impedisce che, nel chicco, abiti un principio di vita. Anche se esso si decompone in parte, quel principio di vita donerà la futura pianta.

Al contrario nel corpo o nelle ceneri dopo la morte non abita alcun principio di vita. Non è quindi per un principio naturale che il nostro corpo può risuscitare. Una volta morto, dentro di esso nulla c’è che lo possa richiamare in vita.

Il nostro corpo risusciterà davvero ?

La nostra speranza nella risurrezione si basa sulla fede soprannaturale e sulla grazia divina di Cristo. Egli ha chiamato all’esistenza questo mondo creandolo a partire dal nulla. Quindi è anche capace di ridarci il nostro corpo a partire da quasi nulla. Questo piccolo “niente” è tuttavia la nostra anima, quell’anima immortale che corrisponde al corpo ed a esso solo.

 La Scrittura parla del resto di ri-creazione, o piuttosto di nuova creazione nel Cristo (cf. 2Cor 5, 17). Si tratta quindi di un corpo nuovo che noi riceveremo; un corpo ricreato, celeste, glorioso, spirituale e non perituro (cf. 1Cor 15, 42-44). Questo corpo sarà nuovo ma sarà in vera continuità col nostro corpo terreno di oggi. Questo corpo che oggi riceve l’Eucaristia, questo corpo con cui amiamo quaggiù e costruiamo già in parte il Regno di Dio.

Come risusciterà il corpo?

Cristo in effetti è venuto a salvare l’uom nella sua integralità: la sua anima, il suo spirito, e anche il suo corpo (cf. 1Tess 5, 23). « perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. » (Sal 15, 10). Alla risurrezione della carne, quindi, il nostro corpo sarà ad immagine del corpo risuscitato di Cristo: sia lo stesso (come quello di Cristo che ha conservato le stigmate della Passione), ma al tempo stesso diverso, glorioso (il che spiega le difficoltà degli Apostoli a riconoscere Gesù in ognuna delle sue apparizioni). E’ proprio il nostro corpo che è chiamato a risuscitare, ma in uno stato nuovo senza paragone possibile con il nostro stato attuale. à


Don Guillaume d’Anselme, Chemin d’éternité n°293, luglio-agosto 2019.

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